Il canto del germano vince il Premio Franz Kafka 2021 all’Immaginazione

Il canto del germano è stato premiato nella categoria Immaginazione, assieme a un altro romanzo, raccolte di poesie e opere d’arte visiva.

Il romanzo, pubblicato nel 2020 da Edizioni Bette, ha ottenuto così il suo primo successo ufficiale in un contest nazionale.

Il canto del germano, ancora nel 2013 e con il titolo Alba sola, aveva già ottenuto una posizione sul podio al Premio Cingari, in qualità di inedito e prima di una lunga serie di interventi volti a migliorarlo. Già nella versione 2013 erano presenti gli elementi caratteristici del romanzo, che poi sarebbero stati sviluppati.

L’ambientazione storica, la Guerra Greco Gotica, è stata presentata anche come una metafora del rapporto dell’uomo di oggi con la diversità. Nel romanzo, è un fattore inedito che a essere diverso sia l’Impero Romano, visto dagli occhi degli italiani (o degli italici) che vivono da decenni sotto la dominazione ostrogota.

Questo il link alla pagina del Premio: http://franzkafkaitalia.it/2021-rassegna-premio-franz-kafka-italia-xi-edizione/http://franzkafkaitalia.it/2021-rassegna-premio-franz-kafka-italia-xi-edizione/

Questo il link alla pagina dell’Editore: https://www.edizionibette.com/il-canto-del-germano-vince-il-premio-franz-kafka-2021/

Il canto del germano


Il canto del germano è il mio primo romanzo, edito da Edizioni Bette a dicembre 2020. Questa è la sua breve descrizione:

Anno 547. Una tremenda ondata di gelo e una violenta epidemia di peste hanno messo in ginocchio l’Italia. La guerra dell’imperatore Giustiniano per la riconquista della penisola si è interrotta. La popolazione è decimata, gli eserciti sono allo sbando, i principali leader sono morti o imprigionati.
Il giovane Servio si risveglia in una Roma evacuata. Due mercenari unni perdono il lavoro per la resa del loro contingente in Umbria. Un nobile di Milano sogna un’Europa libera dall’Impero, mentre un generale goto rimpiange la cultura perduta. In un’Italia ormai irriconoscibile, tre di questi personaggi vengono coinvolti in una missione quasi impossibile: trovare un uomo conoscendone soltanto il nome.

Il romanzo è ambientato nel VI secolo durante la Guerra Greco-Gotica e la peste di Giustiniano. Tecnicamente si tratta di un romanzo storico, perché la ricerca di fondo è precisa e attendibile, ma con molta attenzione all’umano. Prima di tutto, lo definirei un romanzo d’avventura, ambientato in un periodo molto travagliato della storia italiana e mondiale, al termine di una breve ma fulminante glaciazione e di una terribile epidemia di peste.

Le vicende si svolgono tra Roma, non più capitale dell’Impero già da secoli, ormai spogliata dei propri beni e soggetta a evacuazione, una città di Milano ormai irriconoscibile, rasa al suolo da una rappresaglia, e le città del Nord-Est italiano Aquileia e Padova. Il conflitto in corso, la Guerra Greco-Gotica, vede il tentativo della parte orientale dell’Impero Romano, con capitale Costantinopoli, di riconquistare l’Italia occupata da decenni da re germanici. Parliamo di un periodo storico, alle porte del Medioevo, poco conosciuto ma importantissimo, durante il quale sono vissuti o erano appena morti personaggi del calibro di Giustiniano, del giurista Triboniano, dei generali Belisario e Narsete, dei filosofi Severino Boezio e Aurelio Cassiodoro, di san Benedetto da Norcia. Alcune di queste figure hanno lasciato un’impronta enorme nella storia dell’uomo: Triboniano ha curato la più grande raccolta di leggi della storia, San Benedetto ha definito i canoni del monachesimo occidentale, Boezio ha scritto il più grande best-seller del Medioevo (La Consolazione della Filosofia). Il loro contributo viene però perso e dimenticato dal mondo occidentale nel giro di pochi anni proprio a causa di questa guerra e dei suoi strascichi, della breve ma terribile glaciazione (conosciuta come la Piccola Era Glaciale Tardo-Antica) causata da una serie di eruzioni vulcaniche nel pacifico, e dalla tremenda pandemia nota come la Peste di Giustiano. I personaggi vivono questo periodo e assistono allo sgretolamento di un intero mondo.

Al di là della connotazione storica, che c’è, e che trova fondamento tra l’altro nel recente A Companion to Ostrogothic Italy (Brill, 2015), gli eventi del romanzo sono l’occasione per riflettere sull’uomo e sul suo modo di rapportarsi ai grandi cambiamenti epocali. Una certa dose di ironia aiuterà a stemperare questa tensione.

Il romanzo è nato nel 2007 come un racconto, si è evoluto con una trama dal 2009 e ha visto la luce grazie a Edizioni Bette in una veste curata, con una copertina molto originale (merito di Beatrice Piccoli) e una prefazione di Bruna Mozzi.
Nel 2013, con il titolo Alba sola, il romanzo si è posizionato sul podio al Premio Cingari 2013.

Il canto del germano può essere ordinato in libreria o acquistato nei siti di ecommerce (es. Amazon, Mondadori).
Le librerie del Nord-Est in cui sono presenti gli esemplari per l’acquisto immediato sono: a Udine Libreria Moderna Udinese e Tarantola; a Padova le librerie Italy Post, Limerick, Zabarella.
Vi invito se possibile a dare priorità alle librerie indipendenti rispetto ai grandi siti di ecommerce, riceverete anche un servizio migliore.

Francesco Brocchi

Francesco Brocchi

Questo sito (ri)nasce nel 2021 come riferimento per me e per il mio romanzo d’esordio, Il canto del germano, edito nel dicembre 2020 da Edizioni Bette.

Una breve, brevissima storia di me in qualità di narratore.

La mia passione per il narrare è nata prima che iniziassi a scrivere. Dettavo storie alla nonna, che le trascriveva. Non ho mai pensato di recuperare quei testi per portarli in stampa, anche se i temi (guerre e robottoni) tornano sempre di moda.
Nel 2002 ho realizzato il mio primo racconto, L’ombra su Immandibolicco. Si trattava di un esercizio di stile basato su The shadow over Innsmouth di H. P. Lovecraft. Un male oscuro si annidava, anziché in un villaggio costiero del Massachusetts, nelle case della Bassa Friulana con gli infissi in alluminio anodizzato. Nel 2019 quel racconto sarebbe stato pubblicato nell’antologia di un concorso a Padova e sarebbe capitato tra le mani del mio futuro editore.

Nel 2003 ho partecipato al mio primo concorso letterario, classificandomi al secondo posto. A organizzarlo era la Società Tolkeniana Italiana, ma il racconto un po’ sfrontatamente non era fantasy, bensì ambientato nell’antica Grecia. Ho quindi tentato altri concorsi, inanellando una serie di secondi posti. Rabbioso e con una certa tensione competitiva che mi saliva su, mi sono cimentato in molti altri contest. Tra il 2006 e il 2008 ho raccolto moltissime vittorie nelle sezioni narrativa inedita, probabilmente più di ogni altro esordiente del periodo.

Poi qualcosa è cambiato. Proprio durante la crisi ho scelto di fare il rappresentante di articoli di ferramenta agli artigiani dell’Alta Padovana, alcuni dei quali fabbricavano infissi in alluminio anodizzato. Stordito dal fascino di una civiltà in declino, in quegli anni ho imparato il dialetto veneto (i veneti ritengono però di no) e ho smesso di partecipare ai concorsi per inediti.

Ho iniziato a dedicarmi invece agli editing per la saggistica, e per anni ho lavorato su un romanzo, qualcosa in cui credevo e che parlasse di un mondo che si sgretolava per lasciar spazio a una nuova epoca ancora ignota, qualcosa che riflettesse a suo modo i giorni d’oggi. Quel libro è stato sballottato di qua e di là, corretto, smontato e rimontato, ed è cresciuto con me, che nel frattempo ero tornato a fare l’impiegato. Nel 2020, con il nome Il canto del germano, questo libro ha visto la luce grazie a Edizioni Bette. Si tratta di un romanzo di avventura e d’azione ambientato durante la Guerra Greco Gotica.

E fin qui siamo arrivati alla pagina del 2021. Il piacere e la smania di scrivere continuano. L’essere umano sta facendo molto parlare di sé, la nostra epoca si lascia indietro grossi pezzi di passato a grande velocità e il futuro è incerto (ma lo erano anche tutti i futuri del passato). La letteratura italiana ha molto da narrare: i grandi autori, se fossero vivi, credo esorterebbero qualunque scrittore a cimentarsi con coraggio, a non fermarsi al banale e alle apparenze e a scavare in profondità. O per lo meno, questa è la voce che ascolto da sempre come narratore (almeno da dopo il periodo robottoni) e che ispira il mio lavoro.