Francesco Brocchi

Francesco Brocchi

Questo sito (ri)nasce nel 2021 come riferimento per me e per il mio romanzo d’esordio, Il canto del germano, edito nel dicembre 2020 da Edizioni Bette.

Una breve, brevissima storia di me in qualità di narratore.

La mia passione per il narrare è nata prima che iniziassi a scrivere. Dettavo storie alla nonna, che le trascriveva. Non ho mai pensato di recuperare quei testi per portarli in stampa, anche se i temi (guerre e robottoni) tornano sempre di moda.
Nel 2002 ho realizzato il mio primo racconto, L’ombra su Immandibolicco. Si trattava di un esercizio di stile basato su The shadow over Innsmouth di H. P. Lovecraft. Un male oscuro si annidava, anziché in un villaggio costiero del Massachusetts, nelle case della Bassa Friulana con gli infissi in alluminio anodizzato. Nel 2019 quel racconto sarebbe stato pubblicato nell’antologia di un concorso a Padova e sarebbe capitato tra le mani del mio futuro editore.

Nel 2003 ho partecipato al mio primo concorso letterario, classificandomi al secondo posto. A organizzarlo era la Società Tolkeniana Italiana, ma il racconto un po’ sfrontatamente non era fantasy, bensì ambientato nell’antica Grecia. Ho quindi tentato altri concorsi, inanellando una serie di secondi posti. Rabbioso e con una certa tensione competitiva che mi saliva su, mi sono cimentato in molti altri contest. Tra il 2006 e il 2008 ho raccolto moltissime vittorie nelle sezioni narrativa inedita, probabilmente più di ogni altro esordiente del periodo.

Poi qualcosa è cambiato. Proprio durante la crisi ho scelto di fare il rappresentante di articoli di ferramenta agli artigiani dell’Alta Padovana, alcuni dei quali fabbricavano infissi in alluminio anodizzato. Stordito dal fascino di una civiltà in declino, in quegli anni ho imparato il dialetto veneto (i veneti ritengono però di no) e ho smesso di partecipare ai concorsi per inediti.

Ho iniziato a dedicarmi invece agli editing per la saggistica, e per anni ho lavorato su un romanzo, qualcosa in cui credevo e che parlasse di un mondo che si sgretolava per lasciar spazio a una nuova epoca ancora ignota, qualcosa che riflettesse a suo modo i giorni d’oggi. Quel libro è stato sballottato di qua e di là, corretto, smontato e rimontato, ed è cresciuto con me, che nel frattempo ero tornato a fare l’impiegato. Nel 2020, con il nome Il canto del germano, questo libro ha visto la luce grazie a Edizioni Bette. Si tratta di un romanzo di avventura e d’azione ambientato durante la Guerra Greco Gotica.

E fin qui siamo arrivati alla pagina del 2021. Il piacere e la smania di scrivere continuano. L’essere umano sta facendo molto parlare di sé, la nostra epoca si lascia indietro grossi pezzi di passato a grande velocità e il futuro è incerto (ma lo erano anche tutti i futuri del passato). La letteratura italiana ha molto da narrare: i grandi autori, se fossero vivi, credo esorterebbero qualunque scrittore a cimentarsi con coraggio, a non fermarsi al banale e alle apparenze e a scavare in profondità. O per lo meno, questa è la voce che ascolto da sempre come narratore (almeno da dopo il periodo robottoni) e che ispira il mio lavoro.